- Odio -
me stessa, essere come sono, i miei concittadini, il sentirmi fuori posto all'università, essere presa in giro, gli ipocriti, i pregiudizi, le delusioni, i tamarri, i truzzi, la musica house e dance, gigi d'alessio e i suoi emuli, la luce artificiale, gli ordini, avere torto, chiedere scusa, paris hilton, svegliarsi la mattina e scoprire che è sempre tutto schifosamente uguale.
- Amo -
me stessa, essere come sono, la musica, Chris Martin, Carmen Consoli, Afterhours, il cinema, leggere, la pioggia, la cioccolata, le zampe dei felini, i peluches, restare sveglia tutta la notte, la luna piena, le stelle, il mare al tramonto, il colore del cielo, scartare il cellophane di un nuovo cd, avvolgersi nelle coperte, i treni, i jeans, il Giappone.
- Movies -
Moulin Rouge, Trainspotting, Kill Bill, Pulp Fiction, L'attimo fuggente, il SdA, Il favoloso mondo di Amelie, Before the sunset, Before the sunrise, Sin City, Leon, The Dreamers, Eternal sunshine of the spotless mind, Il giardino delle vergini suicide, Cruel Intentions, Monsters & Co., Nightmare before Xmas, Garden State, Donnie Darko.
- Music - Coldplay, Carmen Consoli, Muse, Radiohead, Subsonica, Nirvana, Verdena, Afterhours, Placebo, X Japan, David Bowie, Negramaro, Sigur Ròs, Marlene Kuntz.
- Books&Comics -
Il SdA, Tokio Blues Norwegian Wood, Harry Potter, Kitchen, Veronika decide di morire, Ingannevole è il cuore più di ogni cosa, Nana, Paradise Kiss, Kodocha.
Ho pianto per un giorno, solo un giorno. Poi basta. Ho passato un paio di giorni chiusa in casa a studiare, le nottate a fare la sfigata telefilmdipendente o a giocare all'artista improvvista con photoshop. Però non è che le cose vadano bene. Occupo il cervello per non pensarci. Solo che ci sono quei momenti di lucidità disarmante. Quei momenti in cui mi guardo allo specchio e come un lampo improvviso mi ricordo che nulla sta andando come deve andare. E sento quell'ondata di tristezza, di n... continua
E' davvero un peccato aver abbandonato questo posto. Purtroppo sono cose che succedono, nella vita. E' il flusso degli eventi che non puoi fermare. Le cose cambiano, le amicizie si arruginiscono, tua madre si accorge dopo un anno e mezzo che le nascondi qualcosa, gli Afterhours pubblicano l'album più brutto della loro carriera, il blog mi annoia, la mia miopia avanza, blabla. Poi, alcune cose restano le stesse. La fogna pre-esame, la gelosia congenita, i chili di troppo che angosciano per la prova costume, le solite banalità. Perciò, c'è poco da scrivere. Mi sono inaridita, quindi ci rileggeremo, forse oggi, forse fra un anno.
No, non sono rimasta a Londra. Magari, oserei dire. In verità, sono a Salerno già da un paio di settimane. Qualcosa è cambiato, da quando sono tornata. E' come se quel velo di malinconia post-ritorno non si sia mai dissolto. Londra è un sogno. E un pezzetto di me c'è definitivamente rimasto, come un'ancora, come un segnaposto per il mio ritorno. Perchè non posso certo accontentarmi di un fugace assaggio. Sono stati cinque giorni piuttosto intensi, significativi. Per alcuni versi positivi, per altri negativi, di attesa, di svolta, di speranza, di stupore, di -amore-, passione, odio, aspettative superate e deluse. E come tutte le esperienze importanti della mia vita, finisco per amarla al 100% soltanto quando è già passata, col senno di poi. Ma ne avevo intuito la portata già trovandomi ad affrontare quella sensazione di vuoto che mi ha attanagliato una volta tornata in questa stanza. Ogni tanto, quando giro per strada, mi sembra ancora tutto infinitamente piccolo.
D'altronde, ci sono cose di cui non imparerò mai a fare a meno. Questo è l'ennesimo dilaniante dilemma che tornerà ad affliggermi in futuro. Vita che, da una parte, vorrei fosse un viaggio eterno. Dall'altra, continuo a chiedermi come farò ad affrontare tanti distacchi nella mia vita, se già a 20 anni non sono in grado di farlo.
E in un periodo così confuso, così frastornato, sono pochi i momenti in cui sento di poter premere pausa senza rimorsi. Forse, ormai, l'unico è quello in cui le sue braccia mi stringono e le nostre labbra si incontrano. Ma poi sopraggiunge la solita paura, ma che dico, certezza, per cui litigheremo di nuovo e ancora e ancora. Vorrei che fosse perfetto. Perfetto con lui, perfetto col mondo. Ma non è mai perfetto. Non voglio neanche azzardarmi a chiedere la perfezione, ma perlomeno una lontana parvenza di ciò che è la perfezione che vedo attorno a me. Una perfezione forse soggettiva, ma che mi ritrovo a invidiare. Perchè i collegamenti della mia vita sono fortemente imperfetti. Lui che mi ama, ma non ci riesce. Amici vicini ma a volte troppo diversi. Amici (?) lontani, in tutti i sensi. Compagni di viaggio con cui non puoi condividere tutto ciò che vorresti. Una famiglia che non ti conosce per davvero. Un infinito elenco di ansia giornaliere, che ti fanno sentire in egual misura triste e stupida, per l'incapacità di liberarsene.
Domani parto e vado a Londra. Che è tipo il mio sogno da un milione di secoli. Poche chiacchiere, tanto ormai la linfa del blog è morta, quindi neanche mi ci impegno. Mi piacerebbe dire che sono felice e serena. Ma non importa, le migliori esperienze si fanno quando si è turbati mentalmente, in fondo.
Wub a tutti quelli che mi conoscono e mi vogliono bbbbene.. e se non torno, adieu (L)
Mi piace passare un esame Non mi piace affrontarne un altro Mi piace stare bene con te Non mi piace litigare con te Mi piace questo blog Non mi piace che non ci siano più parole in questo blog, un po' per noia, un po' perchè sono diventate troppo private.
Mi piace la mia vita. Per metà, almeno. L'altra metà continua a tendere all'insoddisfazione, carattere.
Sono un po' di giorni che mi trovo a dirlo, parlando dell'Università. "Sei contenta di averlo fatto?" "E' stata la decisione migliore della mia vita" grazie a me, e a voi, per averla resa tale. Ogni volta che ci penso, a questa decisione, mi sento molto fiera di me. Potente. Sento di avere tra le mani la possibilità di cambiare la mia vita. Mi chiedo spesso, negli ultimi tempi, come ho potuto vivere senza la mia dimensione personale. Perchè non si tratta "soltanto" di studiare ciò che amo. Si tratta di avere la MIA università, la MIA casa, i MIEI amici, la MIA vita, la MIA me stessa che, forse, non è mai stata così autentica e si è sempre sentita un po' in gabbia.
Ho finalmente trovato un aspetto positivo dello scorrere del tempo. Fra dieci anni, quando guarderò al mio passato spolverando via tutta la patina di pessimismo di cui riempio il presente, riuscirò a vedere in modo più realistico quanto c'è di buono attorno a me, in questo preciso istante della mia vita, senza inquinarlo con invidie e avidi desideri che sono solita caricarmi sulle spalle. E allora, solo allora, ne sarò soddisfatta, giusto in tempo per sentirne la mancanza
28.07.06 - ??. Mi mancherà tanto. Forse l'amore finirà, le amicizie si disperderanno. Ma avere tutto ciò adesso, tavolta lo sottovaluto.
Continuo a ripetere a tutti che andrà tutto bene, come se avessi bisogno di nutrirmi della loro sicurezza e della loro forza. Trasmetto a loro ciò che non riesco a trasmettere a me perciò è tutto ok. OK?
Giornata buttata. E comunque è già mezz'ora che tento di studiare, ma ho il cervello chiuso.
Ma, considerando le ultime giornate, è già tanto. Sarebbe carino liberarsi di questo nervosismo, e del pessimismo che s'è insidiato nella mia mente. E' bastato così poco, una cosa così stupida e priva di valore. Ma io mi sento di nuovo come se avessi 13 o 14 anni. E' così ridicolo. Ho ricordato quella sensazione in modo così lucido, percependola con tutti i sensi. Quell'infantile misto di imbarazzo e senso di colpa che si prova quando ti scoprono con le dita nella marmellata. Non voglio continuare a ricordarlo, alle soglie dei 21 anni, soprattutto non ora che sto cercando di varcare la soglia opposta. E sono stata reinvestita, di nuovo, da quella sensazione. Fratelli e sorelle, dico sempre io. Ma a volte mi trovo davanti all'inevitabile situazione in cui sono costretta ad ammetterlo. Non è la mia gente. Ho la mia persona i miei fratelli ma quando sarò libera di passare più tempo con la mia gente? Forse dovrò accontentarmi ancora per molto, e continuare ad alimentare i miei complessi e castrare le mie idee e le mie parole, perchè tanto non verrebbero ascoltate. Lo so, che c'è solo il 50% di me. Il resto non passerà mai nei vostri occhi, non riuscite a vederlo. Certo è che sono proprio stufa di avere 13 anni.
Non mi facevo tanto sensibile da piangere ancora per qualcuno che non conoscevo e non amavo neanche particolarmente. Ma certe cose mi fanno davvero impressione, paura, tristezza.
Comincio pericolosamente a riprendere la vecchia abitudine di fare le ore piccole. Molto piccole. Sono dei giorni un po' noiosi, e mi manca tanto la comunicazione. Carenza d'affetto, ma solo di uno. Si studia, si arranca, solite cose. In questi giorni passo anche tanto tempo a riflettere (ahah), e per qualche strano motivo è un bel po' che continuo a pensare ai cambiamenti della mia vita. Alle evoluzioni. Argomenti che mi hanno sempre generato non poca ansia. Beh, da un momento all'altro ho cominciato a riflettere sul modo in cui, se non stai dietro ai cambiamenti, finisci schiacciato, perso. I cambiamenti sono inevitabili, nella vita. La verità è che anche quando le cose sembrano ristagnare, si stanno evolvendo. Quando cominciano a puzzare, è perchè vanno cambiate/tagliate. Ho avuto tanti esempi negli ultimi anni, che mi avrebbero dovuto spingere a capirlo. Così, adesso comincio a farlo. A capire l'inevitabilità e la necessità devo solo imparare ad accettare. Che raramente è semplice.
Io intanto respiro a pieni polmoni, e riprendo il flusso delle mie giornate fatte di corse coi paraocchi e riposi semisolitari.